LETTERA APERTA AL M5S
di Beppe De Santis
20 ottobre 2014
IL M5S E’ UNA GRANDE SOGGETTO DEMOCRATICO E
INNOVATORE, MA NON PUO’ FARCELA DA SOLO
Baricentro dell’opposizione
1-Il M5S rappresenta -nell’attuale senario politico- oggettivamente il baricentro dell’OPPOSIZIONE democratica
e progressista, contro il predominante regime antipopolare,
classista, neoliberista, austeritario ed eurista, che sta distruggendo l’Italia.
Ma, il M5S da solo
non può farcela.
Caposaldo dell’alternativa
2-Il M5S può
rappresentare il caposaldo per un’ ALTERNATIVA di governo e
di civiltà, per il ripristino, a partire dalla COSTITUZIONE, della SOVRANITA’
NAZIONALE (sovranità statuale, sovranità democratica popolare, sovranità
monetaria. Contro questa Europa neoliberista e antidemocratica, contro il sistema
monetario eurista, al servizio della speculazione finanziaria e del capitale
multinazionale globale, che governa il mondo con l’unica legge e spietata del valore (l’accumulazione),
svuotando e distruggendo l’intera rete mondiale delle SOVRANITA’ statuali e
democratiche, imponendo una governance mondiale SENZA SOVRANITA’:la dittatura
mercatistica assoluta.
Ma, proprio perché
si tratta di una alternativa,il M5S da solo non può farcela.
Soggetto democratico e progressista
3-Il M5S è portatore di una VISIONE -e di una base progettuale-prevalentemente
democratica, progressista e popolare: difesa dei valori della
COSTITUZIONE; pratica della partecipazione diretta e della DEMOCRAZIA diffusa;
difesa e promozione dei BENI COMUNI (acqua pubblica, sanità pubblica,
trasporti pubblici); piena OCCUPAZIONE e, frattanto, reddito di cittadinanza; sviluppo
sostenibile e energie alternative; pratica sistematica di tutte le potenzialità
democratiche informative e formative della RETE WEB; critica radicale contro il
CAPITALISMO CASINO’ e della speculazione finanziaria globale; netta
contrapposizione all’Europa neoliberista, antidemocratica ed eurista; netta opposizione alternativa
all’attuale regime dominante nell’attuale forma renzista.
Ma proprio per il
valore di rottura di questa piattaforma, il M5S da solo non può farcela.
Grande patrimonio democratico
4-Il M5S rappresenta -sotto il profilo organizzativo ed operativo- un GRANDE PATRIMONIO
DI RISORSE umane e politiche al servizio della democrazia e del progresso del
Paese : da 5 a
8 milioni di voti espressi, centinaia di migliaia di simpatizzanti, migliaia
di generosi attivisti oltre i frequentatori
di meetup iniziative e manifestazioni, 169 parlamentari nazionali, 17 euro-parlamentari, una
prima pattuglia significativa di sindaci, diecine di consiglieri regionali,
centinaia di consiglieri comunali. Una leadership carismatica centrale solida e
vitale. Ma, anche una prima sedimentazione di leadership intermedia e diffusa.
E’ un patrimonio democratico e rinnovatore che riconosciamo, che
apprezziamo nel suo valore straordinario
e strategico, che stimiamo, perché va posto necessariamente e effettivamente al
servizio del Paese e va posto in sinergia intelligente e fraterna di tutti soggetti e le
forze di buona volontà- quelle con le carte in regola- che intendono, possono e
debbono contribuire a liberare il Paese dalla dittatura neoliberista imperante.
Il M5S da solo non può farcela.
La priorità strategica della lotta
contro la crisi e della immediata
fuoriuscita dalla stessa
5-Nella ancor giovane storia del M5S, all’exploit politico-elettorale
della fase dello “stato nascente” (2011- 2013), è seguita la travagliatissima
fase della gestione del successo (parzialmente impensato) soprattutto in sede
istituzionale, della inevitabile emersione delle contraddizioni, delle
incertezze, delle aporie, dei vuoti teorici, strategici, politici,
programmatici, di assetto organizzativo e di leadership, di comunicazione: la
distanza inevitabile tra la potenza della protesta essenzialmente contro “la casta” (denunciare
i problemi) e l’orizzonte gravoso del governo (risolvere i problemi).
Vi è stato, innanzitutto, un difetto, da parte del M5S, di lettura e di
interpretazione del superbo successo del
voto pentastellato del 2013.
L’emersione e l’exploit del M5S sono avvenuti DOPO
la crisi globale del 2008 e DOPO la crisi dell’euro del 2011: DOPO.
Una parte rilevante, forse maggioritaria, del voto pentastellato del
2013 è stata – e resta-una DOMANDA contro
la CRISI: un voto contro la crisi, un voto per superare la crisi, un voto
pentastellato essenzialmente PER SUPERARE LA CRISI SUBITO, QUI E
ORA. Un voto, una domanda anticrisi, estrema e d’emergenza.
Qui, la risposta -l’offerta- del M5S è risultata inadeguata rispetto alla domanda. Almeno nella
percezione del generoso e furente neoelettorato pentastellato e nella più lata
opinione pubblica.
Il M5S non ha centrato e non ha agito adeguatamente le PRIORITA’
STRATEGICHE, le stesse alla radice del
successo pentastellato: le SUE priorità strategiche. L’impegno -senza quartiere-
per superare la crisi, qui e ora.
Il grosso del M5S, a partire dalla poderosa rappresentanza parlamentare
nazionale, si è generosamente, combattivamente impegnato su tanti e troppi
temi pur legittimi, ma anche su innumerevoli rivoli, rischiando e finendo nella
DISPERSIONE, rischiando perfino l’irrilevanza.
La guerra contro la crisi, vale a dire soprattutto la guerra
contro il capitalismo casinò, contro la
speculazione finanziaria globale, contro l’Europa neoliberista e
antidemocratica, contro il sistema dell’euro in primis, per
il ripristino delle sovranità statuale democratica e monetaria, contro il
pareggio di bilancio (Art. 81 Cost.), contro il fiscal compact, contro il
taglio della spesa pubblica (il welfare state), per la difesa indifferibile e
d’emergenza dei lavoratori dei precari dei disoccupati dei pensionati del ceto
medio in via di proletarizzazione degli ESCLUSI: questa guerra contro la
crisi, la madre di tutte le battaglie, è finita sullo sfondo, è diventata
sfondo.
Non si tratta prevalentemente di una questione di addestramento dei neo-gruppi
parlamentari, di comunicazione, di organizzazione, di leadership: ma,
prevalentemente e drammaticamente di una QUESTIONE DI CONTENUTI, di
sostanza.
Con questa crisi -peggiore di quella degli anni trenta del novecento- non
si scherza. Con i cittadini e gli elettori, sì mobili e ma furenti, non si
scherza.
Per condurre una guerra vincente e rapida contro questa
crisi, prodotta e voluta dal capitalismo multinazionale globale. ci vogliono
più idee, più esperienze, più sapienze, più energie, più forze civili e sociali,
più associazioni, più movimenti, più comunità politiche coerenti e funzionali
alla portata dello scontro, rispetto alle energie e risorse mobilitate, pur in
modo straordinario in quantità e qualità,dal M5S.
Proprio perché si tratta di fuoriuscire prestissimo e bene da questa
crisi, cioè a favore e a tutela dei diritti e degli interessi popolari, il
M5S da solo non può farcela.
Integrazione tra mobilitazione civica e
mobilitazione sociale
6-Il M5S, nella fase post-elettorale del 2013, forse senza volerlo né
percepirlo, è finito schiacciato e rinserrato eccessivamente nelle ISTITUZIONI,
nel Palazzo.
Insufficiente è risultata la presenza e la mobilitazione civica nella
società, nelle piazze, nei territori, nei mille luoghi della cittadinanza
attiva, negli sterminati e remoti quartieri metropolitani, per non dire nelle
scuole e nelle università, e, nei LUOGHI DI LAVORO (“non luogo” remotissimo e -sembra-
estraneo, rimosso dalla pratica e retorica pentastellata).
Debole la mobilitazione civica, ASSENTE LA MOBILITAZIONE SOCIALE. Ecco il
punto.
Ciascun individuo, e, ciascun soggetto politico, va preso per quel che
è. Vale anche per il M5S.
Che per i suoi valori positivi merita grande rispetto.
Ma, non si può perseguire una grande rivoluzione democratica e civile,
come quella fortemente evocata dal M5S,
senza una adeguata sintesi, integrazione, tra MOBILITAZIONE CIVICA e MOBILITAZIONE
SOCIALE.
Tra conflitto civico (i cittadini, la cittadinanza contro i poteri civili
dominanti) e conflitto sociale (lavoratori, proletari, salariati, ceti e classi
sociali contro i poteri sociali dominanti).
Il M5S pensa forse di riassorbire, anzi di aver già riassorbito, nel
CONFLITTO CIVICO anche il CONFLITTO SOCIALE?
Pensiamo e auspichiamo di no.
Ma se così malauguratamente fosse, sarebbe un difetto, un errore
teorico, storico, strategico esiziale. Sarebbe
una catastrofe. Premessa di sconfitta certa.
Si apra un confronto e si maturi insieme. Si impari insieme.
Ci si corregga insieme. Ci si completi insieme, ciascun soggetto
apportando la propria umile sapienza ed esperienza.
Perciò, è assolutamente indispensabile,
tra l’altro. UNA ALLEANZA STRATEGICA E
FRATERNA TRA FORZE E SOGGETTI prevalentemente vocati AL CONFLITTO CIVICO, E,
FORZE E SOGGETTI prevalentemente vocati AL CONFLITTO SOCIALE, DI CLASSE.
Anche su questo fronte decisivo, il M5S da solo non può farcela.
La sconfitta per autosufficienza
7-Il M5S nelle elezioni europee
dell’aprile 2014 ha
subito una sconfitta pesantissima. Una sconfitta secca sia in ragione delle
evidenti inadeguatezze soggettive del M5S. Ne abbiamo accennate a due:mancata centralità alla lotta contro la
crisi e contro l’euro; debolezza della mobilitazione civica e assenza della
mobilitazione sociale (conflitto sociale di classe).
Sia in ragione della sottovalutazione della controffensiva dei
competitori avversi: innanzitutto, la vigorosa, complessa, spregiudicata e tempestiva OPERAZIONE RENZI. Operazione
sostenuta, nei fatti, dall’intero sistema dominante politico, economico-finanziario
e mediatico. In primis, per bloccare l’avanzata del M5S. Per ricacciarlo in un
ruolo di opposizione rabbiosa e impotente.
La storia e la politica non ammettono vuoti.
Ma, si è trattato di una sconfitta dovuta ad una ragione più generale e
sistemica: la seducente ed inebriante AUTOSUFFICIENZA
DEL M5S, fino ad allora risultata carta vincente e
competitiva del Movimento, si è trasformata in un BOMERAG SISTEMICO. Soli
e nudi alla meta.
Da una parte, la forza e il
pragmatico cinismo spesi nella controffensiva anti-M5S (l’intero regime
dominante frettolosamente riclassificato e riunito) sono una controprova del
potenziale critico e alternativo rappresentato dal M5S.
Dall’altra, la relativa facilità della controffensiva anti-M5S
dimostra anche la FRAGILITA’ ATTUALE -o almeno la mancata maturità- DEL M5S NEL
RUOLO DI SOGGETTO PROPULSORE DI UNA MAGGIORANZA ALTERNATIVA E DI UN GOVERNO ALTERNATIVO: la sua resistibile
ascesa.
Il motivo capitali della sconfitta pentastellata era e restala sua RESISTIBILE AUTOSUFFICIENZA.
NON SOLO LA MANCANZA DI ALLEANZE QUI ED ORA, MA ADDIRITTURA LA
MANCANZA DI UN ORIZZONTE PROSPETTIVO DI ALLEANZE,DI UN’INTUIZIONE E DI UN
PROGETTO DI ALLEANZE.
Stiamo parlando di alleanze vere e solide, culturali,civiche sociali,POLITICHE E
POLITICO-ELETTORALI.
Stiamo parlando di un SISTEMA DI ALLEANZE, di cui il M5S ha
assoluto e strutturale bisogno, se vuole contribuire da protagonista -e ancor
più da leader- alla rivoluzione democratica, civile e sociale di cui il Paese e
l’Europa abbisognano.
L’AUTOSUFFICIENZA,LA SOLITIUDINE euforica e narcisistica, ANCHE IN
TERMINI DI PURA PERCEZIONE, PORTANO DRITTI ALLA SCONFITTA E AL RUOLO DI
OPPOSIZIONE DI SUA MAESTA’.
IL M5S NON PUO’ FARCELA DA SOLO.
La favola da sgomberare immediatamente
dal terreno di gioco: quella della conquista solitaria del 51% da parte del m5S
8-Proprio per l’insolita importanza che il M5S riveste nello scenario
politico italiano attuale, e, per l’auspicabile ruolo storico da conquistare
nella liberazione del Paese,occorre essere chiari e rigorosi, giocare a
carte scoperte. Da parte del M5S e in rapporto al M5S.
Nelle recenti tornate elettorali, il M5S ha raccolto una notevole messe
di voti, tra le quali ricordiamo le elezioni regionali siciliane del 2012 ( la lista più votata al 15%, 18% al candidato
presidente pentastellato) e le elezioni nazionali del 2013 (25,5% alla Camera e
9,6% all’estero, per un totale di 8,7 milioni di voti). Poi vi è stata la
sconfitta alle europee (21,15% pari a 5,8 milioni di voti, con la perdita di
2,5 milioni di voti rispetto alle politiche): una sconfitta certo, ma con quasi
6 milioni di voti. 6 milioni !
Questi sono i dati. Significativi. sostanziosi.
Questa vasta base elettorale,
finora oscillante tra il 25 e il 21%, potrebbe diminuire, ma potrebbe anche
sostanzialmente aumentare.
Ma, da qui a prefiggersi la conquista del 51% dei voti alle prossime
elezioni nazionali ce ne passa.
Il principio minimo di realtà ci
induce a dire –con sincerità e rigore-che quello del 51% è un obiettivo assolutamente
irraggiungibile, inattingibile. Al massimo, si tratta una enfasi
propagandistica di dubbissima utilità. Una favoletta banale, effimera, ma distorcente
e perfino pericolosa.
Stiamo parlando delle PROSSIME elezioni? O no?
Se, infatti, l’obiettivo del 51%, invece di essere collocato nei tempi
politici ovvi e utili (quelli
funzionale a fuoriuscire tempestivamente dalla crisi), venisse collocato
nell’avvenire indefinito, saremmo nell’orizzonte dell’onirico e dell’impolitico
puro. Saremmo alla mistificazione, all’impostura.
Se sgomberiamo il terreno dalla favoletta
del 51%, allora il tema strategico diventa quello delle ALLEANZE, PER
CONQUISTARE LA MAGGIORANZA E ANDARE A COSTRUIRE
UN GOVERNO DI ALTERNATIVA all’attuale regime neoliberista eurista.
Il M5S non potrà mai conquistare da
solo il 51%.
Ha bisogno di solide e larghe alleanze, anzi di un SISTEMA di
alleanze.
Se non si comprende questo punto, vuol dire che si è recepito poco o
nulla dalla dura lezione della sconfitta elettorale del 2014.
Il M5S da solo non può farcela.
I rischi della deriva opportunistica e
antidemocratica nella partita
dissimulata sulla riforma della legge elettorale
9-Se invece, da parte del M5, si insiste sulla favola del 51%, dov’è il
gioco, dov’è la via di fuga, dov’è il TRUCCO?
Il trucco consiste molto
probabilmente, in uno insano APPROCCIO
OPPORTUNISTICO, da parte di
alcune aree della leadership del M5S,ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE IN
ITINERE, sotto la regia padronale di Renzi e Berlusconi in primis.
Vale a dire, l’aspettativa, gestita in modo occulto e oscuro, che i due
diarchi ammanniscano una legge elettorale tale da permettere la conquista della
assoluta maggioranza parlamentare da parte di un’assoluta minoranza elettorale
del 20-30% dei voti espressi.
Speriamo che non sia questo il possibile trucco.
Ma, se questo fosse l’appproccio, si tratta di una strada
opportunistica, errata, nella sostanza antidemocratica, inaccettabile, e da
combattere frontalmente.
La pessima fase di confronto tra il M5S e Renzi sulla legge elettorale,
nel corso dell’estate del 2014, lascia in campo un grande allarme e una ipoteca
densa di pericoli.
Il M5S ha il dovere di diradare queste nubi inquietanti.
Se fosse davvero in campo, anche questa avventuristica scorciatoia, per
via di una possibile legge elettorale davvero poco democratica e innovativa, riproporrebbe
al M5S il tema strategico inaggirabile:
quello delle alleanze e della concezione e promozione di una vera grande
politica di alleanze.
In solitario, il M5S, non solo perderebbe, ma rischierebbe gravi
torsioni opportunistiche e perfino derive antidemocratiche, sul fronte
ultrasensibile della legislazione elettorale.
Non ci sono scorciatoie che tengano. Non c’è trucco che tenga. Al
massimo, si coglierebbero le classiche vittorie di Pirro.
Il M5S da solo non può farcela.
Il positivo rilancio del M5S nella
recente assemblea nazionale di Roma sposta in avanti il terreno di lotta per la
fuoriuscita dall’euro
10-Il M5S, nella recente kermesse romana del Circo Massimo, ha tentato il
rilancio, in grande stile.
La grande assemblea, a suo modo ri-costituente, è stato un indubbio
e positivo successo per il M5S, ma anche per tutte quelle forze che si
battono per la liberazione del Paese dalla dittatura neoliberista ed eurista.
Molti gli aspetti propulsivi della tre giorni romana:
-la piena riuscita organizzativa e di partecipazione e, mediale;
-la prima vera grande convention unitaria degli eletti nelle
istituzioni ai vari livelli, degli attivisti, dei simpatizzanti, dei territori;
-il ricompattamento della leadership articolata attorno a Beppe Grillo,
con contestuale legittimazione -in progress- della leadership intermedia;
-lo slancio dato per la prossima tornata elettorale regionale (2
regioni in autunno, 7 in
primavera);
-la rivendicazione puntuale e la valorizzazione dell’attività svolta -e
dei risultai concreti conseguiti- nella
rete istituzionale, a partire dal Parlamento nazionale;
-la scelta e l’appello a tornare alla identità originaria del
Movimento, riposizionando il M5S DALLE ISTITUZIONI ALLA SOCIETA’, alle piazze;
-la scelta della linea dello scontro frontale nelle Istituzioni,
compreso l’uso sistematico dello strumento ostruzionistico;
-la precisazione e la ri-selezione del pacchetto programmatico
prioritario del Movimento;
-l’attacco frontale contro l’oligarchia eurista europea, a partire dalla
BCE e Mario draghi;
-il rilancio della battaglia per il reddito di cittadinanza;
-soprattutto, la scelta strategica centrale di mobilitazione, LA BATTAGLIA A TUTTO CAMPO
PER LA FUORIUSCITA DALL’EURO, pur scontando ancora una notevole
confusione e approssimazione circa il percorso e le procedure giuridiche e
politiche della battaglia stessa.
Comunque, e questo conta, il soggetto
pentastellato e’ di nuovo in movimento e decide opportunamente di attaccare frontalmente
sull’euro.
Il rilancio della battaglia anti-euro, da parte del M5S, apre una fase
positiva e propulsiva per l’intera galassia democratica, progressista e di
sinistra che si batte per la fuoriuscita dall’euro. Sposta in avanti il
terreno di lotta.
Ma, proprio perché il terreno di lotta si sposta sul bersaglio
grosso, il M5S da solo non può farcela.
11-Se il bersaglio grosso comune diventa finalmente quello della
fuoriuscita dall’euro, che è diventato il dispositivo disciplinare centrale
della dittatura neoliberista europea contro i suoi popoli e contro i
salariati, allora bisogna far luce su altri nodi politici dirimenti: in
particolare, il PROGRAMMA IN POSITIVO, che proponiamo al
nostro popolo, e, il SEGNO SOCIALE del progetto e del percorso di fuoriuscita
dall’euro.
Il programma non si può ridurre, nei fatti e nella percezione popolare,
prevalentemente a quello, pur sacrosanto, CONTRO LA CASTA.
Il centro del programma, in negativo, consiste nella guerra
senza quartiere contro il capitalismo multinazionale globale, a partire dalla
speculazione finanziaria globale, contro la dittatura del neoliberismo, contro
questa Europa, contro l’euro.
Ma, senza la DIMENSIONE POSITIVA DEL PROGRAMMA non si va
da nessuna parte.
Bisogna saper ben coniugare il CONTRO
e il PRO, la parte destruens con la parte costuens.
Contro cosa lottiamo, per che cosa lottiamo.
Altrimenti rischiamo di contribuire -senza rendercene conto- ad
alimentare paura, insicurezza e terrorismo psicologica , che il sistema
dominante propala, in modo sistemico e ossessivo.
Ad esempio, il trucco vincente usato da Renzi, nelle elezioni europee
e nel percorso successivo, è stato quello di contrapporre all’immagine
prevalentemente destruens del messaggio pentastellato
l’immagine costruens del renzismo.
Nel caso del nostro “Coordinamento
della sinistra contro l’euro” ci siamo sforzati soprattutto di delineare la
PARTE PROPOSITIVA del programma di fuoriuscita dalla gabbia eurisya e dalla
dittatura neoliberista.
La sintesi della nostre proposte per la
rapida fuoriuscita dalla crisi sono contenute i due documenti, ai quali, in
questa sede ,rinvio:
-il DOCUMENTO FONDATIVO del
Coordinamento del marzo 2014;
-il VADEMECUM SULL’EURO DEL MAGGIO 2014.
L’altro punto dirimente è rappresentato
dal SEGNO SOCIALE del progetto e del percorso di
fuoriuscita dall’euro e dalla dittatura neoliberista.
La fuoriuscita dall’euro non è socialmente neutrale.
Si può uscire dall’euro secondo un segno conservatore e antipopolare,
oligarchico e autoritario.
Si può -e si deve- uscire dall’euro secondo un segno progressista e
popolare, genuinamente democratico.
Noi del Coordinamento abbiamo delineato un programma di fuoriuscita
dall’euro, non soltanto generalmente democratico e popolare, ma rigorosamente e
puntualmente DI SINISTRA,
un’uscita dall’euro da sinistra.
Abbiamo delineato questo programma, con
un lavoro intellettuale e politico enorme, soprattutto, a ripartire dal 2008,
l’anno di esplosione della crisi globale.
Insomma non basta annunciare, da parte del M5S, il progetto di fuoriuscita
dall’euro.
Occorre definire COME SI ESCE
DALL’EURO, CONTRO CHI, A FAVORE DI CHI. Ecco il nodo.
Perciò, vi è bisogno, presto e bene, di confronto e di sinergia, di
alleanze.
C’è bisogno di tutti noi in questa battaglia, a partire dal nostro
Coordinamento.
Il M5S da solo non può farcela.
C’è bisogno di una rappresentanza più ampia e articolata, per quantità
e qualità.
Noi siamo pronti a confrontarci e lavorare insieme.
Con umiltà e reciproca dignità.
Per intanto, sottoponiamo questo documento aperto e preliminare al
confronto nell’area del Coordinamento e della sinistra
sovranista; nell’arcipelago dei sovranisti democratici .
Rivolgiamo questo documento, in particolare, all’attenzione fraterna
del M5S, a tutti i livelli, tutti quelli riuniti nella Assemblea nazionale del
Circo Massimo, perché essendo oggi il M5S il soggetto democratico e innovatore assolutamente più rilevante, tocca al M5S,
insieme all’onore, l’onere della massima responsabilità
INNAZITUTTO, LA RESPONSABILITA’ DEL CONFRONNTO, DELLE SINERGIE,
DELLE ALLEANZE OPPORTUNE E NECESSARIE.
SAPENDO, CARO M5S, CHE DA SOLO NON PUOI FARCELA.
Rischi, perfino, di condannarci alla
sconfitta comune.
Ma, noi crediamo di potercela fare,
insieme.

NOTE SUL NUOVO SOGGETTO POLITICO
di Beppe de Santis
22 settembre 2014
I-C’è BISOGNO
–in Italia-di un nuovo Movimento politico.
E’ una NECESSITA’
storica, strutturale,drammatica e urgente.
Dopo la fase
quarantennale del dominio/egemonia del
FINANZCAPITALISMO SPECULATIVO GLOBALE e della sua crisi strutturale dal
2007/2008,
Dopo l’avvio della
crisi dell’attuale sistema europeo ed
eurista.
Per certi versi,
siamo come nel 1943.
C’è bisogno, qui e
ora, di un nuovo grande MOVIMENTO DI LIBERAZIONE POPOLARE,
PER 3 MOTIVI, UNA
TRIPLICE NECESSITA’.
1-In primo luogo, vi
è la necessità di una LIBERAZIONE NAZIONALE
-dal dominio/egemonia
del capitalismo finanziario speculativo globale espressione organica dello
sfrenato neoliberismo dell’ultimo quarantennio;
-dalla struttura
implementativi europea di tale capitalismo ultrafinanziario rappresentata da
questa Unione europea hayeckiana- dominio mercatistica e svuotamento della
democrazia- e dal sistema eurista;
- dagli apparati
egemonici globali rappresentati soprattutto dalle reti globali mediali
tradizionali e nuove, e,dalle centrali globali intellettuali accademiche e
lobbistiche ( think tank).
Riconquistare l’INDIPENDENZA
NAZIONALE,
contro
l’ordine/disordine finanzcapitalistico mondiale.
Per ripristinare un
ordine sovrano nazionale.
Innanzitutto questo
significa riconquistare la SOVRANITA’
NAZIONALE: statuale, democratico popolare, monetaria.
Sovranita’
nazionale significa,innanzitutto, Indipendenza nazionale.
Qui è in gioco l’interesse generale del POPOLO
ITALIANO.
In questa prima
funzione,il Movimento rappresenta l’INTERO POPOLO ITALIANO.
Contro la frazione
italiana del blocco globale ed europeo finanzcapitalistico, il blocco di
potere,finanzcapitalistico ed eurista: gran parte dell’attuale ceto politico
dominante e dirigente,degli alti apparati statali,i ceti delle rendite a
partire da quelle finanziarie, degli strati alti e intermedi degli apparati
mediali e di egemonia.
2-In secondo luogo,
si tratta di riconquistare e rinnovare LA DEMOCRAZIA,
la sovranita’ nazionale,
nel senso della SOVRANITA’
COSTITUZIONALE DEMOCRATICA.
LA DEMOCRAZIA.
LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE.
Ripristinate e innovare il PATTO COSTITUZIONALE
DEMOCRATICO.
Un compromesso
costituzionale, accettabile tra tutti i partners in causa.
Sotto il profilo
economico- sociale, si tratta di ripristinare un compromesso dinamico accettabile
tra capitalismo e democrazia, tra mercati e democrazia, tra capitalismo
e cittadini, tra mercati e cittadini, tra lavoratori e capitalisti, tra
salariati e capitalisti,tra esclusi e capitalisti.
Un nuovo grande COMPROMESSO KEYNESIANO degli inizi del
XXI secolo.
Con un’economia
mista: pubblica, sociale cooperativa e autogestita ,e, privata.
In questa seconda
funzione,
il nuovo Movimento
rappresenta tutti gli ESCLUSI , gli scartati,dal finanzcapitalismo, o
capitalismo casinò, e , da sistema eurista.
Rappresenta tutti i
lavoratori , i precari, i lavoratori in nero e sommersi.
Rappresenta larga parte dei ceti medi proletarizzati (
lavoratori autonomi, piccoli commercianti, micro, piccoli e medi imprenditori,
professionisti delle tradizionali professioni liberali e delle nuove
professioni terziarie e della information communication technology).
Li rappresenta ai fini di realizzare il migliore
compromesso economico e politico possibile con i ceti capitalistici
appartenenti alla tradizionale classe
di comando,
con cui va
costituzionalmente sancito il
compromesso necessario.
3-In terzo luogo,vi è
la necessità di una nuova stagione , di un rinnovato ciclo storico,di GIUSTIZIA
sociale , civile e umana.
Di EGUAGLIANZA
sociale, civile, umana.
Nel mondo, in Europa,
nel Mediterraneo, in Italia.
Un nuovo, poderoso,
ciclo di CONFLITTO SOCIALE
democratico.
Un nuovo,vitale,
ciclo di CONFLITTO DI CLASSE.
Il conflitto di classe
da confermare, rilegittimare e consacrare , sul piano teorico e pratico,
a partire dalla
rilegittimazione costituzionale,
quale MOTORE DEMOCRATICO PRIMARIO DEL DIVENIRE
STORICO CONCRETO,
della
modernizzazione,dell’inveramento della democrazia compresa la democrazia
economica, di giustizia integra e progressiva, di solidarietà e fratellanza.
In questa terza
funzione, il nuovo Movimento assume la sua ragione sociale genetica,
originaria,
quella di parte,
quella di PARTITO,
il ruolo di
movimento classista, di rappresentante a attore della classe esclusa,dei
salariati, dei lavoratori.
Il ruolo di
soggetto di ispirazione socialista,
sotto il profilo
teorico e pratico.
per la progettazione,
ricerca e sperimentazione delle forme possibili e necessarie di SOCIALISMO LIBERTARIO
DEL XXI SECOLO.
Insomma, vogliamo
delineare e costruire un SOGGETTO POLITICO che si batte per tre obiettivi
strategici,contestuali e interdipendenti:
-l’INDIPENDENZA
nazionale, contro il finanzcapitalismo;
-la DEMOCRAZIA
costituzionale, con le tre sovranità statale, democratico-popolare e monetaria;
-la GIUSTIZIA e
l’eguaglianza.
Un soggetto politico
di popolo, per l’indipendenza e la sovranità nazionale.
Un soggetto politico
capace di una grande politica di alleanza, al suo interno e all’esterno,capace
di aggregare un blocco sociale e
politico popolare, largo, maggioritario, pluralistico, inclusivo, per un nuovo compromesso
keynesiano , costituzionalmente tutelato.
Un soggetto
politico di classe, il soggetto degli esclusi dal finanzcapitalismo,il
soggetto di tutti i lavoratori dipendenti, autonomi e professionisti, per la
giustizia e l’eguaglianza,di ispirazione socialista libertaria.
II-Bisogna delineare e promuovere il Movimento ORA.
Non si può più attendere, nemmeno un minuto.
Bisogna lanciare
formalmente il movimento, al massimo, nel corso dell’estate 2015.
Per essere pronti a
PARTECIPARE ALLE ELEZIONI NAZIONALI prossime.
Che possono
svolgersi normalmente nel 2018, ma non è detto.
La precipitazione
elettorale potrebbe avvenire prima, anche molto prima.
Difficile da
prevedere.
OCCORRE PREPARARSI
SUBITO.
Con la Politica non
si scherza.
Con I TEMPI DELLA POLITICA non si scherza.
SIAMO ORMAI A 7-8
ANNI DALLO SCOPPIO DELLA CRISI GLOBALE.
Fra poco, un
decennio.
Siamo a quasi 4 anni
dalla crisi dell’Eurozona e dell’Europa.
Una proposta politica, un movimento politico ,
un’OFFERTA POLITICA, è efficace e funzionale SE SERVE AL POPOLO. AI
CITTADINI, AGLI ESCLUSI, AI LAVORATORI.
Per affrontare e
risolvere i problemi dei lavoratori, dei cittadini, del popolo, qui e ora.
Siamo , da anni,
dentro una crisi peggiore di quella degli anni trenta del novecento.
Cosa dobbiamo
aspettare?
Quando dobbiamo
aspettare, ancora?
La nostra gente ha bisogno di noi , ora.
O interveniamo
SUBITO, o siamo fuori dalla partita vera.
L’ideazione e la
promozione del nuovo soggetto politico non è rinviabile di un minuto.
CHI SE LA SENTE
,HA IL DOVERE DI LANCIARE LA NUOVA OFFERTA POLITICA PER LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE NAZIONALI,
Senza girare
attorno all’ostacolo.
L’attuale bolla
renziana regge perché non c’è ancora una offerta politica alternativa e
competitiva.
Se non ci saranno
offerte alternative a Renzi, la sua bolla è destinata a durare e vincere
magari.
Pericolosissimo è lo
stallo del M5S.
La crisi del M5S è
uno dei motivi che ci impone di muoverci subito.
Il centro destra
cercherà di riorganizzarsi e rilanciarsi.
Potrebbe anche
rivincere, contro le aspettative degli ignavi.
Ci saranno altri
tentativi, di sicuro. A partire da quello di Corrado Passera.
Dobbiamo lanciare la nostra offerta politica. Dunque.
III- Chi è che
lancia la nuova offerta politica?
Chi è in grado di farlo?
E’ una domanda
drammatica.
Ebbene, nel terribile
scenario nazionale italiano attuale, in questo momento, NON C’E’ ALCUN
GRUPPO MIGLIORE DEL NOSTRO IN GRADO DI FARLO.
Magari, è drammatico:
MA, è COSì.
La leadership vera è
una FUNZIONE DI RESPONSABILITA’.
E’ un servizio ,cui si è chiamati, QUANDO LA
CASA BRUCIA.
perfino, un dono.
oGGI, NON CI SONO VIGILI DEL FUOCO MIGLIORI DI
NOI a disposizione, NOI DEL “cOORDINAMENTO DELLA SINISTRA CONTRO L’EURO”.
Ci tocca, anche se è
un impegno tremendo.
Abbiamo fatto,
ciascuno per suo conto, una lunga ricognizione in giro.
Non c’è granchè in
giro.
Purtroppo.
In coscienza ,mi sono
convinto che è la squadra del Coordinamento quella a disposizione che può e
deve partire.
TUTTO QUESTO CI
CARICA DI UNA ENORME RESPONSABILITA’.
UNA RESPONSABILITA’
STORICA.
Ma, non ci possiamo
sottrarre.
I talenti, e noi
UMILMENTE lo siamo, NON SI SOTTERRANO.
NON DOBBIAMO AVER PAURA, SOPRATTUTTO.
NE’ ESSERE VELLEITARI.
Dobbiamo essere ,
quindi , lucidi, sintetici, essenziali, rigorosi, andare al sodo, non
disperderci sui dettagli, sulle idiosincrasie, sulle fisime, sui perfezionismi,
sulle sparate ideologiche senza fondamento scientifico alcuno.
ANDARE AL SODO,al sodo politico, rapidamente e bene.
IV-IL GRANDE
PATRIMONIO DEL COORDINAMENTO.
A mio tenacissimo
parere, il nostro Coordinamento rappresenta, nel suo insieme un grande
patrimonio culturale, politico e organizzativo.
Da Cianciano I, alle
riunioni di Firenze e Bologna, a Cianciano II;
dal DOCUMENTO
FONDATIVO del 31 marzo 2014;
dal meraviglioso VADEMECUM
SULL’EURO;
AL SUCESSO TOTALE DEL Forum di Assisi, CONSIDERATE
LE CONDIZIONI GENETICHE DELLO STESSO EVENTO
( tenuta
organizzativa, relazioni attivate, qualità, afflato politico culturale e morale,documento finale
dei movimenti europei, l’emersione di una buona squadra di quadri e leaders,
eco esterna ottima),
tutto questo
rappresenta una ottima base di partenza, per lanciare il Movimento.
-C’E’ UN BUON BARICENTRO COMUNE TEORICO-STRATEGICO;
-C’E’ UNA BASE COMUNE
PROGRAMMATICA GIA’ SOLIDISSIMA;
-C’E’ UN GRUMO SOLIDO
DI LEADERSHIP;
-C’E’ UN MINIMO DI
RETE ORGANIZZATIVA potenzialmente nazionale;
-una discreta
capacità di COMUNICAZIONE;
-C’E’ UN GRUPPO DI
PERSONE PER BENE, CORAGGIOSE, SPERIMENTATE, MORALMENTE OTTIME, noi
stessi, che è il patrimonio più importante;
-ciascuno di noi, e
ciascun gruppo e gruppetto RAPPRESENTA UN VALORE, UNA DIFFERENZA PROPULSIVA DI
CUI ABBIAM BISOGNO: guai a non saper valorizzare queste differenze, per ignavia o arroganza, perchè
si tratta di DIFFERENZE CONVERGENTI sulla sostanza strategica che di deve
unificare, se sappiamo ascoltarci e sintetizzare.
V-Ora, questo nostro
un pò eroico gruppo DEVE AVERE SOPRATTUTTO IL SENSO DELLA MISURA.
Non possiamo pensare,
da soli, e in un atto volontaristico, di risolvere tutti i problemi drammatici
e insoluti che oltre 150 anni di storia dei MOVIMENTI OPERAI,
dei socialismi, dei comunismi, dei marxismi, delle cento culture legittimamente
di sinistra ci hanno lasciato in eredità.
Sarebbe stupido e
folle.
SAREBBE SOMMAMENTE IMPOLITICO.
Dobbiamo stare
attenti soprattutto ad evitare le seguenti sovrapposizioni:
1-non sovrapporre la RICERCA
TEORICA E STRATEGICA GENERALE con I PERCORSI POLITICI PRATICI
IMMEDIATI E INTERMEDI;
2-non sovrapporre il
patrimonio serio di conoscenza e scienza politica pratica di
cui disponiamo come singoli ,come gruppi e come Coordinamento con tutte le
ardite acrobazie ideologiche possibili e immaginarie, intendendo
qui l’ideologia in senso marxiano come falsa coscienza, conoscenza mistificata
e alienata.
In altre parole,
ritengo che il DOCUMENTO FONDATIVO del coordinamento, più
il VADEMECUN
SULL’EURO, più gran parte del
dibattito
convergente che abbiamo
promosso insieme in questi primi 9 mesi del 2014 ,
sono una BASE
SUFFICIENTE PER PARTIRE per la delineazione del nuovo soggetto
politico.
Base sufficiente per partire,
non certo per arrivare.
Dopodichè si parte,
per COINVOLGERE
migliaia di altri militanti, attivisti, cittadini , lavoratori.
Poi, centinaia di migliaia.
E’ SOLO IN QUESTO PROCESSO DI MASSA E DI LOTTA CHE
PERFEZIONEREMO LA BASE TEORICA,
LA BASE
PROGRAMMATICA,
LA STRATEGIA E
LA TATTICA POLITICA, IL PROFILO ORGANIZZATIVO ED OPERATIVO DEL MOVIMENTO
NASCENTE.
VI-Per quanto
riguarda la dimensione teorico- strategica generale,
il punto n. 6 del
Documento fondativo del Coordinamento , dal titolo “Per un modello di tipo
socialista adatto al ventunesimo secolo”,
tale testo, PER ORA,
E’ SUFFICIENTE
PER PARTIRE
NELLA OPERATIVITA’
POLITICA E ORGANIZZATIVA.
Lì proponiamo una
ispirazione generale, una visione generale.
Ma, un orizzonte
APERTO E SPERIMETALE, PROCESSUALE.
Proponiamo, sulla base
di una nettissima visione di fondo UNA
RICERCA sulla base di alcuni principi discriminanti,
NON UNA RICETTA.
NON METTIAMO, COME AL SOLITO, IL CARRO DAVANTI AI
BUOI.
E’ ovvio , per chi viene da profondi e genuini
percorsi culturali e politici genuinamente di sinistra, marxista o non marxista,che
-la storia è divenire;
-i sistemi di rapporti di produzione ( antico,
feudale, asiatico,borghese capitalista) nascono e muoiono,si succedono , si
succederanno ,o almeno possono succedersi nella storia;
-i sistemi di rapporti di produzione capitalistica non
sono rapporti naturali, non sono eterni, sono destinati ad essere superati
prima o poi.
Determinate è il ruolo dei conflitti, della lotta di
classe, della cultura rivoluzionaria volta per volta prodotta, della capacità
di organizzazione delle classi antagoniste.
A partire dalla rilevanza e conformazione della
struttura produttiva.
Va bene, ci siamo capiti.
IL CAPITALISMO PUO’ E DEVE POTERSI SUPERARE.
Questo ci è chiaro in sede dottrinaria.
Ma da qui a sparare il
SUPERAMENTO, MAGARI QUI E ORA, DEL CAPITALISMO CE NE PASSA.
Ecco il punto.
Ecco cosa intendo con la considerazione precedente di non fare
confusione tra dimensione dottrinaria e ricerca teorica, e, processi politici
reali.
VI-Abbiamo bisogno di
promuovere un movimento popolare di massa , qui e ora, che si presenti e prenda
milioni di voti alle prossime elezioni politiche.
Se sbagliamo piattaforma,
faremo il centesimo pseudopartitino presunto
ipercomunista, supermarxista, magari anche un po’ stalinista,perché no?
Cioè il nulla.

Nessun commento:
Posta un commento